[MSN] Italy. Intervista con il colonnello Giovanni Pastore, vice-comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale
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Thu May 8 09:12:35 CEST 2008
I Carabinieri al servizio dei cittadini
Intervista con il colonnello Giovanni Pastore, vice-comandante dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale
CARABINIERI: IL COMANDO DI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE
mercoledì 7 maggio 2008 di Marco Ancora
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale opera dal 1969, da quando fu istituito come Nucleo dipendente dal Ministero della Pubblica Istruzione: La sua costituzione anticipò così di un anno la raccomandazione espressa dalla Conferenza Generale UNESCO, riunitasi a Parigi dal 12 ottobre al 14 novembre 1970, con la quale si invitavano gli Stati membri ad adottare le opportune misure per impedire l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati, nonché di predisporre uno specifico servizio a ciò finalizzato.
Oggi il Comando vanta ormai un elevato grado di specializzazione e opera alle dipendenze funzionali del Ministro per i Beni e le Attività Culturali; agisce d’intesa con i reparti dell’organizzazione territoriale e speciale dell’Arma sull’intero territorio nazionale ed in ambito internazionale attraverso la collaborazione dell’Interpol.
Questa Unità speciale si avvale di un Ufficio Comando che ha alle dipendenze la Sezione Operazioni e la Sezione Elaborazione Dati (S.E.D.) per l’analisi del fenomeno criminale e la pianificazione delle strategie di contrasto, oltre che per un migliore coordinamento dell’attività operativa dei reparti dipendenti.
Per le indagini di golizia giudiziaria nello specifico settore si avvale inoltre del Reparto Operativo articolato in tre sezioni (Antiquariato, Archeologia, Falsificazione e Arte Contemporanea) nonché di 12 nuclei coordinati dal Vicecomandante, distribuiti sull’intero territorio nazionale (Torino, Monza, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Sassari, Napoli, Cosenza, Bari, Palermo e Ancona).
In particolare il Comando promuove l’attività informativa e di intelligence nella specifica materia e pone in essere tutte quelle azioni di polizia giudiziaria ed extragiudiziaria per favorire il recupero delle opere d’arte illecitamente sottratte.
Esercita, avvalendosi dei mezzi aerei e navali dell’Arma, il controllo ed il monitoraggio dei siti archeologici terrestri e marini nonché degli esercizi antiquariali, delle aste, delle fiere e dei mercati specializzati.
I militari del Comando T.P.C. sono stati inoltre impegnati nell’ambito delle missioni internazionali a sostegno della pace sia in Kosovo che in Iraq, durante le quali, spesso in difficili contesti ambientali, hanno collaborato con le Autorità di quelle Nazioni per il censimento e la tutela del patrimonio culturale minacciato dagli eventi bellici.
Dal 1970 al 2008 sono state recuperate circa 380.000 opere d’arte e circa 750.000 reperti archeologici nonché sono state recuperate circa 250.000 opere falsificate.
Nello stesso periodo, inoltre, quest’attività ha permesso di deferire alla Magistratura circa 23.000 persone indagate in stato di libertà o d’arresto per reati attinenti la materia.
Per sottolineare l’importanza e la necessità di una stretta collaborazione tra le forze di Polizia a livello internazionale, basti pensare che oltre 8.000 opere trafugate in Italia sono state recuperate all’estero e circa 1.300 beni sottratti in territorio straniero sono stati rinvenuti nel nostro Paese.
Uno dei punti di forza per il successo delle attività di indagine e di recupero compiute dallo speciale Reparto é la “Banca dati dei beni illecitamente sottratti”; é il più grande archivio informatico di beni da ricercare esistente al mondo.
Aggiornata quotidianamente dal personale della Sezione Elaborazione Dati, contiene oltre 2 milioni e 600.000 schede con le informazioni relative alle opere provenienti da tutto il mondo e collegate agli eventi criminosi; di queste opere, circa 290.000 sono corredate di immagini che forniscono informazioni più dettagliate e un immediato riscontro visivo dell’oggetto da ricercare.
E’ in sostanza un archivio di informazioni testuali di eventi delittuosi e immagini digitalizzate relative ai beni d’arte oggetto d’indagine.
Alimentata dalle informazioni che pervengono sia dall’Arma che dalle altre Forze di Polizia e dall’Interpol o dalle Soprintendenze del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, può essere vantaggiosamente consultata nell’ambito delle indagini condotte nello specifico settore da parte di ogni Forza di Polizia e, in parte, dagli stessi cittadini che possono consultarla on-line attraverso il sito dell’Arma: www.carabinieri.it.
La completa descrizione di un’opera d’arte da ricercare é fondamentale per il suo successivo riconoscimento nell’ambito delle indagini di polizia giudiziaria, ma purtroppo spesso manca un’idonea documentazione fotografica o descrittiva per la maggior parte dei furti di beni d’arte di proprietà privata.
Una simile carenza può spesso pregiudicare il buon esito investigativo.
Il semplice modulo predisposto dal comando fin dal 1994 in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (I.C.C.D.) per aiutare i proprietari di beni ad approntarne una sommaria inventariazione, dal 1° febbraio 2004 é stato integrato e trasformato nell’attuale “Documento dell’opera d’arte – Object ID” anche per aderire agli standard internazionali richiesti dall’UNESCO.
Il nuovo modulo può essere richiesto gratuitamente presso qualsiasi comando dell’Arma o “scaricato” dalle pagine internet del sito istituzionale dell’Arma.
Compilando questa scheda preventiva ognuno può costituirsi un archivio fotografico e descrittivo dei propri beni d’arte, molto utile e determinante in caso di furto.
Il modulo opportunamente compilato e arricchito dalla fotografia dell’opera potrà così essere conservato il luogo sicuro a cura di ciascun proprietario.
INFO: www.carabinieri.it
http://www.agoramagazine.it/
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