[MSN] Hannover non molla il suo Tiepolo rubato (Niedersächsische Museum refuses to return stolen painting. This museum is not an ICOM member and apparantly does not feel obliged to follow ICOM code of ethics; a real shame!)

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Sun Mar 30 17:40:04 CEST 2008


Hannover non molla il suo Tiepolo rubato
di Salvo Mazzolini

(more information: http://www.museum-security.org/wordpress/?p=201) 

da Berlino
Negli ultimi anni i musei tedeschi sono stati costretti a restituire
numerose opere trafugate durante la guerra dai Paesi occupati dal Terzo
Reich o di provenienza sospetta. C’è però un quadro che i tedeschi non
vogliono restituire: Il miracolo di Sant’Antonio, di Giovan Battista Tiepolo
che dal ’79 figura nel catalogo dell’Interpol delle opere rubate. Eppure il
quadro, appartenente a una collezione privata italiana, è sempre lì, nel
Niedersächsische Museum di Hannover. Ogni tentativo di ottenerne la
restituzione è risultato inutile e a nulla sono valse le pressioni anche di
autorevoli personaggi tedeschi perché il museo si liberi di un’opera
importante ma anche molto imbarazzante.
La storia di questo quadro è un giallo che conferma due aspetti inquietanti.
La scarsità di controlli sul traffico di opere d’arte rubate e la tendenza
dei musei tedeschi a restituire le opere rubate quando sono di proprietà
pubblica e quindi intervengono gli Stati, ma a opporre resistenza quando il
quadro appartiene a privati.
Negli anni ’20 Il miracolo di Sant’Antonio fu acquistato a Londra da Ettore
Modiano, personaggio di spicco dell’imprenditoria ebraica, che lo portò in
Italia dove, dato il valore, fu posto sotto la protezione delle Belle Arti.
Dopo la guerra, gli eredi di Modiano, residenti a Parigi, portano il quadro
nella capitale francese con regolare permesso di espatrio e qui nel ’79
viene rubato. Per ritrovarlo vengono mobilitate le polizie di mezzo mondo ma
non se ne sa nulla fino al 2001, quando i carabinieri del Nucleo Tutela
Patrimonio Artistico scoprono che il Tiepolo rubato è esposto ad Hannover.
Come vi è arrivato?
Dalla perizia eseguita per il tribunale di Hannover nella causa promossa per
la restituzione, risulta che a entrare in possesso del Tiepolo, pochi anni
dopo il furto, fu una certa madame Baroni, gallerista parigina di origine
italiana, la quale non ha mai dato spiegazioni convincenti su come ebbe il
quadro. La signora lo vendette a un emissario del museo di Hannover che lo
portò in Germania senza chiedere il permesso alle autorità francesi che
avrebbero bloccato l’espatrio, trattandosi di un’opera rubata. Ad Hannover
il museo attende molti anni prima di esporre il quadro. Ritardo non casuale,
poiché per la legge tedesca l’obbligo di restituire un’opera rubata decade
dopo 17 anni dal furto. Ma la legge prevede anche che questo termine non sia
più valido se l’acquisto è avvenuto in malafede.
È il caso del Tiepolo, sia perché il museo non poteva non sapere che si
trattava di un’opera rubata, sia perché il trasferimento in Germania è
avvenuto illegalmente. Ma questi aspetti non sono stati ritenuti sufficienti
dal tribunale della Bassa Sassonia che recentemente ha deciso che l’acquisto
è avvenuto in buona fede. Quindi il quadro può rimanere dov’è, nel museo di
Hannover, che un giornale tedesco ha ribattezzato «il museo con il Tiepolo
rubato».


Niedersächsisches Landesmuseum Hannover
Willy-Brandt-Allee 5
30169 Hannover
Tel: (0511) 9807 - 686
Fax: (0511) 9807 - 684
info at nlm-h.niedersachsen.de

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