[MSN] Nostoi. Capolavori ritrovati, a Palazzo Poli con opere straordinarie

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Wed Apr 2 06:06:15 CEST 2008


'Nostoi. Capolavori ritrovati', a Palazzo Poli con opere straordinarie
Manufatti d’arte un bene per la genialità e il forte significato che li
contraddistingue
 

ROMA (Rcif) - La mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati”, dopo lo
straordinario successo di pubblico e di critica nazionale e internazionale
ottenuto al Palazzo del Quirinale, si presenta a Palazzo Poli arricchita da
nuovi straordinari manufatti che rientrano in Italia provenienti dalla
Collezione Shelby White di New York , tra i quali vanno ricordati il Cratere
a calice a figure rosse con Zeus e Ganimede, Hydria cerretana con la fuga di
Ulisse dall’antro di Polifemo e l’Anfora calcidese con cavalcata di giovani.


Per oltre trent’anni un fenomeno di incredibile gravità e ferocia ha
investito il nostro Paese: tra gli anni 1970 e i primi anni del Duemila
l’Italia ha vissuto un’epoca che viene definita la “Grande Razzia”. Un
numero incredibile di opere d’arte di inestimabile valore sono state
trafugate dagli scavi archeologici del nostro Paese, soprattutto dal Sud e
dal Centro Italia, da spregiudicati mercanti d’arte che seguendo percorsi
clandestini le hanno poi vendute a collezionisti privati e a grandi
istituzioni museali internazionali. 
L’esposizione allestita presso l’Istituto Nazionale per la Grafica
consentirà alle migliaia di turisti che affolleranno la città nei prossimi
mesi di ammirare gratuitamente fino al 7 settembre, opere d’arte che non
sono un bene soltanto per la finezza o la genialità con la quale sono state
eseguite ma per il forte significato che le contraddistinguono. Realizzata
con la collaborazione della Regione Lazio, la mostra è a cura del professor
Louis Godart, consigliere del presidente della Repubblica per la
Conservazione del Patrimonio Artistico. 
La parola greca “Nostoi”, legata ai poemi epici che raccontavano il ritorno
degli eroi greci in Patria dopo la distruzione di Troia, si riferisce a
lunghi e faticosi viaggi affrontati per tornare a casa. 

“Nostoi. Capolavori ritrovati” testimonia la tenace volontà dell’Italia di
recuperare sul piano internazionale l’unicità del nostro patrimonio
culturale, per riportare il commercio dell’arte e dell’archeologia sotto i
numi tutelari dei principi etici. Tra gli anni 1970 e i primi anni 2000
molti bacini archeologici del nostro Paese sono stati depredati di
incommensurabili ricchezze: seguendo percorsi clandestini e traffici
illeciti i reperti ritrovati da scavatori clandestini venivano venduti a
mercanti senza scrupoli e tramite questi finalmente ceduti a importanti
musei europei, americani e giapponesi e anche a ricchi collezionisti
privati. La “decontestualizzazione” che subiscono i reperti scavati
clandestinamente li rende “muti”: non forniscono più informazioni agli
studiosi sulla loro provenienza, sul corredo di cui eventualmente facevano
parte, sugli oggetti da cui erano accompagnati. Lo scavo clandestino
cancella tutta la Storia che gli oggetti recano con sé e di cui sono
impregnati. Giulio Carlo Argan diceva che “distruggere l’arte è un tal
peccato che, se si riscrivessero le Tavole della Legge, dovrebbe di certo
esservi ricompreso”; l’attività dell’Arma dei Carabinieri, della
Magistratura, le trattative condotte dalla Diplomazia Culturale e dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali e l’impegno profuso dalle
Istituzioni internazionali vogliono portare, come può dimostrare la mostra
“Nostoi. Capolavori ritrovati”, alla condanna ealla totale interruzione di
queste pratiche illecite. 
Una grande battaglia etica a livello internazionale trova dunque suggello
nella mostra “Nostoi. Capolavori ritrovati” che apre le porte a nuove
“restituzioni” e a una rinnovata e rinvigorita stagione di scambi sul piano
di studi scientifici e di collaborazioni culturali con le Istituzioni
Culturali dei Paesi coinvolti. Fondamentale il nuovo condiviso atteggiamento
internazionale che vede l’Italia e gli Stati esteri uniti nella
responsabilità di garantire e tutelare pubblico accesso al patrimonio
artistico dell’umanità contro gli scavi clandestini e l’illegale “fuga”
delle opere d’arte. Con questo metodo si sono conclusi con successo i
negoziati con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il Metropolitan Museum
of Art di New York, il Museum of Fine Arts di Boston e il Princeton
University Art Museum.

http://www.ifatti.com/



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