[MSN] Non mancano opere di Schifano esposte alla Reggia di Caserta come originali
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Thu Mar 8 14:18:14 CET 2007
Non mancano opere di Schifano esposte alla Reggia di Caserta come originali
Salerno: dai detersivi agli orologi, all'Università il Museo del Falso
Il direttore Casillo: ''E’ qui che finiscono tutte quelle pseudo opere d’arte e quei cimeli spacciati per antichi, sempre più spesso sequestrati dai
Salerno, 7 mar. - (Adnkronos Cultura) - Erano state esposte nel 2005 in una mostra allestita presso la Reggia di Caserta, le sessantacinque opere di Schifano risultate poi essere tutte false: dopo un lungo periodo di custodia presso la stessa Reggia, le tele sequestrate sono arrivate, quindici giorni fa, nel luogo deputato non solo a custodire, ma anche a studiare ed esporre oggetti, opere d’arte e reperti archeologici falsi: il Museo del Falso dell’Università degli Studi di Salerno. Accanto a oggetti di lusso, orologi, gioielli, detersivi, alimenti, prodotti cartacei, false assicurazioni, pile e biro, il Museo del Falso conserva dunque anche false opere d’arte, sequestrate o confiscate. Quelle confiscate restano a disposizione del Museo per sempre; quelle sequestrate teoricamente restano in custodia nel caveau finché dura il processo che le riguarda, dopo però si trasformano in ‘opere confiscate’ e restano quindi a disposizione del Museo.
“Certamente non tutto può essere conservato, gli oggetti di minor rilievo vengono distrutti, mentre le opere più ‘meritevoli’ restano in custodia -ha spiegato il direttore del Museo del Falso, Salvatore Casillo- Come nel caso dell’ultima acquisizione, quella appunto dei falsi di Schifano che, al momento, custodiamo in quanto sotto sequestro”. Opere di Picasso, Guttuso, Morandi e dei maestri della Scuola napoletana dell’Ottocento, antiche statue di creta, piatti, vasi e reperti archeologici vari, tutti rigorosamente falsi, affollano il caveau di un originale museo. “Sono migliaia i pezzi che custodiamo, difficile quantificare esattamente quanti, perché queste opere vanno e vengono, soprattutto quando è ancora in corso il processo giudiziario che le riguarda”, ha spiegato all’Adnkronos Cultura il direttore di questo luogo affascinante. E’ qui che finiscono tutte quelle pseudo opere d’arte e quei cimeli spacciati per antichi, sempre più spesso sequest
rati dal Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, a volte dalle spiccate qualità artistiche e così ben fatti da meritare di essere conservati in un Museo, se non altro per permettere di studiare le tecniche di realizzazione e contribuire alla lotta al mercato dei falsari.
Diretto da Salvatore Casillo, il Centro Studi sul Falso è attivo presso l’Università di Salerno dal 1988 e, attraverso il contributo di docenti e ricercatori dell’Ateneo appartenenti ad aree scientifiche molto diverse tra loro (sociologi, antropologi, psicologi, archeologi, storici dell’arte, giuristi, merceologi, studiosi di letteratura), raccoglie e organizza documentazioni e conoscenze nei rispettivi ambiti disciplinari. Un’attività della quale si è voluta diffondere la conoscenza attraverso il Museo del Falso, attivo dall’11 marzo del 1991. Dal 2004, inoltre, in occasione della mostra “Pseudotecnìa, la musa inquinante. Falsi artistici ed archeologici”, il Museo ha sottoscritto una convenzione tra l’Università di Salerno e il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, in virtù della quale il Centro Studi sul Falso è divenuto il custode giudiziale dei falsi artistici ed archeologici sequestrati e confiscati in Italia. “La legge pr
evede che i falsi vengano distrutti, ma noi abbiamo ottenuto il permesso di custodire queste opere allo scopo di studiarne le modalità di realizzazione e capire le tecniche usate dai falsari – ha spiegato Casillo – ma anche per documentare quelle opere che evidenziano una spiccata capacità artistica”.
Tra le opere che più spesso evidenziano delle vere e proprie doti artistiche, le opere “inventate” dai falsari e poi firmate con il nome di un grande artista. “Sono, per così dire, le opere a cui gli artisti non avevano pensato, frutto della creatività dei cosiddetti ‘negri’, ovvero artisti oscuri, pittori mancati che firmano le loro opere con altri nomi; uomini e donne con una doppia vita, figure sociali a volte intriganti capaci di assumere varie identità e che vivono un mondo sotterraneo”. Veri e propri professionisti dell’inganno le cui vite e la cui attività spesso vengono ricostruite proprio grazie all’attività del Museo del Falso.
Il Museo del Falso, dalla sua fondazione, ha già allestito le esposizioni (anche occasione di convegni, seminari e giornate di studio) “Falso pulito. L’industria della contraffazione dei detersivi in Campania”; “L’argento c’è, ma… Trucchi, falsi ed equivoci nel settore argentiero”; “Falso food. Manipolazioni, trasformazioni e falsificazioni dei cibi”; “False imprese & falsi imprenditori. Industrializzazione fantasma delle aree colpite dal terremoto del 1980. Che fare?”; “Voci. Dicerie, falsi e calunnie su prodotti e marchi di successo”; “Falsi da morire. Farmaci contraffatti e intrugli pericolosi”; “Il nostro falso quotidiano. Fattoidi, bufale e falsi giornalistici”; “Evelina de Puitter e le sue sorelle sono qui, ovvero bilanci falsi”; “Agrifalsus vulgaris. La malapianta delle frodi agricole comunitarie”; “Il falso è servito. Le falsificazioni del nostro cibo quotidiano”; “Edizioni Tarocco. Libri falsi e piratati, tutti, o
quasi, superscontati”; “Pseudotecnìa, la musa inquinante. Falsi artistici ed archeologici”; “I nuovissimi falsi. Globalizzazione e contraffazione manifatturiera”. Attualmente è possibile visitare la mostra “Laurea offresi. Falsi con lode”, aperta al pubblico da lunedì a venerdì negli orari di apertura dell’Università.
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