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Sun Mar 4 12:06:30 CET 2007
Truffa dei quadri non pagati, due denunce
In cambio di 13 opere, Bisagni aveva ricevuto un assegno scoperto
All rights reserved to legal owner.BETTOLA - Tredici quadri del valore stimato di 60mila euro. Li avevano comperati al pittore Getty Bisagni presentandosi con nomi falsi. E come prima tranche del pagamento, gli avevano dato solo un assegno postale scoperto. Poi si erano volatilizzati. Ma i carabinieri si sono messi sulle loro tracce e ieri, dopo lunghe e meticolose indagini, gli uomini del Nucleo operativo della Compagnia di Bobbio hanno spiccato due denunce per truffa aggravata in concorso e sostituzione di persona. Nei guai sono finiti un settantenne residente a Roma, G. M., e un uomo di 38 anni, P.C., di origini pugliesi ma residente a Bergamo, entrambi già noti alle forze dell'ordine.
Il primo nei suoi incontri con il pittore di Bettola si era spacciato per dirigente di una compagnia di assicurazioni. Il secondo come ingegnere e impresario edile di Milano. Una truffa ben congegnata, la loro, messa a segno nel giugno dello scorso anno. Inizialmente Bisagni era stato messo in contatto da un suo familiare, ignaro di tutto, con una persona già incontrata più volte in mostre d'arte, che a sua volta aveva mandato due suoi amici. Bisagni li aveva conosciuti durante una sua mostra a Bobbio ed entrambi si erano dichiarati subito interessati ai suoi quadri esposti in galleria, al punto di volerli comprare. Bisagni li aveva invitati nella sua abitazione a Bettola il giorno dopo. Qui i due avevano deciso di acquistare otto quadri, per un costo di 30mila euro, impegnandosi a comprarne poi altri cinque.
Per il pagamento dei primi otto, Bisagni aveva ricevuto in garanzia un assegno postale, in attesa di avere, il giorno dopo, un bonifico bancario della stessa cifra. Accettata, seppure malvolentieri, questa forma di pagamento, la vendita era stata comunque ufficializzata con tanto di documento fiscale per il trasporto della merce, con indacati nome e indirizzo degli acquirenti.
Il giorno dopo la prima sorpresa: i due contattano l'artista scusandosi di non aver potuto effettuare in tempo il bonifico, ma gli garantiscono che il giorno successivo la persona che li aveva messi in contatto sarebbe venuta a Bettola per consegnare i 30mila euro pattuiti e per ritirare gli altri cinque quadri scelti in precedenza (valutati in un secondo tempo attorno ai 30mila euro). I cinque quadri vengono ritirati, senza però alcun pagamento anche se non mancano, a più riprese, nuove assicurazioni su un futuro versamento.
Stufo di promesse, dopo l'ennesimo appuntamento andato a vuoto, Bisagni va a Milano e all'indirizzo indicato nel documento di accompagnamento compilato per la consegna dei quadri trova la filiale di una casa farmaceutica tedesca. Intanto la banca lo informa che l'assegno consegnatogli come garanzia è scoperto. Non gli resta, a quel puntom che presentare denuncia ai carabinieri. Che, dopo lunghe indagini e accertamenti, hanno ora spiccato le due denunce. Intanto i militari del Nucleo di tutela patrimoniale sono tuttora impegnati nelle ricerche, a partire da collezionisti e appassionati d'arte, allo scopo di recuperare i tredici quadri.
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