[MSN] Italy. Opere d'arte rubate, piacentino nei guai. Manager di 58 anni accusato di incauto acquisto di due quadri.

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Fri Jun 8 08:17:28 CEST 2007


Opere d'arte rubate, piacentino nei guai
Manager di 58 anni accusato di incauto acquisto di due quadric

Photo:
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=706075026&H=


C'è anche un insospettabile manager piacentino fra gli acquirenti delle
ottantotto opere d'arte rubate e recuperate dai carabinieri del Nucleo
operativo di Pordenone nei giorni scorsi in varie città del Nord Italia.
La notizia è stata resa nota ieri. I militari dell'Arma hanno sgominato una
banda dedita al traffico di opere d'arte e sono scattate nove denunce per
ricettazione: si tratta per lo più di persone che abitano in Veneto. 
A Piacenza è stato invece denunciato un manager di 58 anni, accusato di
incauto acquisto. L'uomo si è difeso con i carabinieri dicendo che non
sapeva di aver acquistato quadri rubati. 
Secondo gli accertamenti degli investigatori dell'Arma il manager avrebbe
comprato un paio di dipinti del Seicento.
Per la parte piacentina di questa indagine hanno collaborato con i
carabinieri di Pordenone i carabinieri del Nucleo operativo del reparto
operativo della nostra città, diretti dal tenente Rocco Papaleo e coordinati
dal colonnello Edoardo Cappellano.
Nel corso di questa indagine avviata nel settembre del 2006 in seguito al
ritrovamento avvenuto a Pordenone di un acquerello della scuola Bolognese
risalente a 1600 è stato rinvenuto anche il dipinto "Scena Carnevalesca" di
Domenico Tiepolo, risalente al 1765. Era stato trafugato a Roma nel 2001
dallo studio di un noto avvocato. Il dipinto, del valore di circa un milione
di euro, è una delle due copie originali (di cui una custodita in un museo
di Barcellona). Era stato rivenduto per poche migliaia di euro in un
mercatino del nord est.
Una cinquantina le perquisizioni compiute nel corso dell'operazione: in
Veneto, Lombardia e Emilia Romagna.
Per mettere a segno i colpi, i malfattori utilizzavano un sistema ormai
rodato: agivano in studi professionali di avvocati, notai e commercialisti o
in ville, castelli e dimore private della borghesia romana, approfittando di
lunghi periodi di assenza dei proprietari.
Assieme al Tiepolo, sono state sequestrate altre ottantasette opere d'arte
ma soltanto per 14 di esse è stato possibile per ora, accertare la
provenienza e risalire ai legittimi proprietari. Le opere sequestrate sono
tutte state ritrovate in case di collezionisti: tra di essi avvocati,
commercialisti, ma anche un fisico e un macellaio con la passione per la
pittura antica. Tra quelle ancora in cerca di un padrone c'è invece una
preziosissima icona greco-ortodossa che - secondo gli esperti - proviene con
molta probabilità da Costantinopoli e il cui valore è inestimabile. 
Gli investigatori hanno così anche lanciato un appello per cercare di
risalire ai proprietari dell'ottantina di opere ancora da attribuire che
sarà possibile presto vedere sul sito internet dei carabinieri.
Ermanno Mariani
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