[MSN] Roma, recuperata bibbia in latino del ‘500
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Wed Oct 11 11:14:14 CEST 2006
Operazione del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze
Roma, recuperata bibbia in latino del â500
Il prezioso volume, sottratto da ignoti nel 1997, è stato riconsegnato alla biblioteca della Pontificia Università Urbaniana
Nella foto il frontespizio della Bibbia del 1576 Roma, 10 ott. (Adnkronos Cultura) - Ritrovata la Bibbia in latino datata 1576, rubata da ignoti il 3 dicembre 1997 dalla Biblioteca della Pontificia Universitas Urbaniana della Città del Vaticano. Eâ stata recuperata dai militari del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze e riconsegnata oggi pomeriggio a monsignore Ambrogio Spreafico, rettore dellâUniversità : ''Tale ritrovamento è la conferma della collaborazione tra lâente ecclesiastico e il nucleo dei carabinieri, che ha portato al ritrovamento di un volume prezioso â ha spiegato monsignore Ambrogio Spreafico, rettore della Pontificia Universitas Urbaniana - Si è trattato di un furto misterioso, tra lâaltro capitato allâinizio del mio mandato di rettore, sicuramente avvenuto per commissione, ma non sono ancora stati scoperti i colpevoli. Comunque, attualmente lâUniversità è dotata di strutture più controllate e sicure e la biblioteca Ã
¨ oggi dotata di porte antitaccheggio. Lâopera nella sua interezza non è ancora stata del tutto recuperata; mancano infatti circa quaranta volumi, sui quali sono in corso le indagini''.
Il volume, di particolare pregio e in ottimo stato di conservazione, presenta una legatura in pergamena di centimetri 39 x 27, ed è composto da 792 pagine di testi sacri e 62 pagine di indice. Sul frontespizio, è raffigurato San Girolamo che traduce la Bibbia.
Le attività di indagine che hanno permesso il recupero del prezioso libro, coordinate dalla procura della Repubblica di Pesaro, sono frutto di monitoraggio su siti internet che offrono in vendita opere dâarte: âTale tipo di indagine rientra nelle attività che svolgiamo ogni giorno, perchè il veicolo di vendita di internet è diventato molto importante â ha spiegato il colonnello Giovanni Pastore del comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale â Infatti, oltre ai normali canali di vendita e commercializzazione come i mercatini e le aste, sui siti internet si trova ormai in vendita di tutto e, in questo caso, è stato il mezzo per risalire al volume. Il problema, però, è che non è facile poter proteggere lâimmenso patrimonio culturale artistico e, inoltre, la mancanza di pene adeguate, fa si che ci siamo più ladriâ.
Nel corso dei controlli è stato identificato un professionista marchigiano che aveva messo in vendita lâopera al prezzo irrisorio di 4.500.00 euro; così, accertata lâillecita provenienza del bene, lâopera è stata recuperata e il professionista denunciato in stato di libertà per il reato di ricettazione: ''Una volta che il volume è stato identificato dal nostro personale, si è passati al controllo con la banca dati di Roma e, attraverso il riconoscimento di timbri, segni particolari e tracce della Biblioteca presenti sul volume, è stato possibile identificarlo come quello originale del 1576'', ha spiegato Christian Costantini, comandante dei nuclei della Toscana e dellâUmbria del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Fortunatamente, ''il volume è rimasto integro nel numero delle pagine e nella copertina, parte fondamentale per il valore dellâopera, ma i timbri della nostra biblioteca sono stati sbiancati, con una sorta di collage di carta, nel ten
tativo di cancellarli. Per fortuna questi timbri vengono impressi con un poâ di forza, tanto da lasciare traccia anche nelle pagine successive â ha spiegato padre Merek A. Rostkowski, direttore della Biblioteca dellâUniversità Vaticana - elemento questo che ci ha aiutato nellâesame di identificazione, durato molto tempo. Il volume torna quindi a far parte di una Biblioteca che consta di 350 mila volumi, di cui 1500 cinquecentine, edizioni molto rare, delle quali fa parte il volume appena ritrovato, che raccoglie non solo antichità , ma anche particolarità , ovvero, libri scritti in antiche lingue oggi scomparse â ha continuato padre Rostkowski â e un patrimonio introvabile in Europa, fonte importante per la ricerca, perchè testimonia circa cinquecento lingue differenti. Tra questi volumi, particolare importanza ricopre una Bibbia arabica del 1671, scritta per i cristiani su territorio sotto lâindipendenza musulmana, per rispondere allâesigenza di trovare una
lingua comune''.
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