[MSN] Roma, tornano a casa due opere d'arte rubate.

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Wed Dec 13 08:03:30 CET 2006


Si tratta di una testa marmorea e di una statua acefala di togato
Roma, tornano a casa due opere d'arte rubate

Erano state trafugate negli anni '80 dalla Casetta ex OMNI sul Colle Oppio e
da Villa Torlonia
Roma, 12 dic. (Adnkronos Cultura) – I Musei Capitolini e Villa Torlonia
festeggiano il ritorno a casa di due sculture che, inseguito ad un furto,
mancavano dagli anni Ottanta. Si tratta di una testa marmorea e una statua
acefala di togato.

Esattamente quattro anni fa, il 12 dicembre 2002, la testa marmorea
trafugata da Villa Torlonia fu intercettata a New York: ha avuto inizio in
quel momento la storia dei ritrovamenti delle due sculture, mostrate per la
prima volta questa mattina, dopo essere tornate in Italia. 

“Siamo molto soddisfatti per il ritrovamento delle due sculture rubate – ha
affermato Gianni Borgna, assessore alle Politiche Culturali del Comune di
Roma – Tale risultato testimonia che, malgrado sia impossibile attuare un
antidoto al furto del nostro immenso patrimonio culturale, in parte anche
esposto all’aperto, oggi i furti sono comunque più contenuti rispetto al
passato, grazie ad un fitto sistema di collaborazione tra gli ordini
preposti e alcuni nuclei specializzati dei carabinieri e della polizia, che
svolgono un’azione silenziosa ma, efficace, che permette il ritrovamento di
molte opere”.

La statua acefala di togato, rubata nel 1986, era collocata in una nicchia
esterna della Casetta ex ONMI sul Colle Oppio. Adesso, la scultura in marmo
è integrata nella collezione dei musei Capitolini, nella Sala dei Fasti
Moderni a Palazzo dei Conservatori, montata su una base appositamente creata
per lei. 

La testa marmorea era invece parte di una statua femminile collocata
originariamente sulla balaustra adiacente il Casino dei Principi a Villa
Torlonia e poi ricoverata in deposito nelle ex Scuderie Vecchie, da dove la
testa è stata asportata e rubata nel 1983. Poche settimane dopo, è stata
rubata anche la sua statua, ormai rimasta acefala. La testa tornerà a Villa
Torlonia e sarà esibita, nell’ambito della collezione permanente, negli
spazi espositivi che riapriranno entro la fine del 2006, dopo i restauri. 

“I due oggetti che oggi consegnamo al Museo di Roma – ha spiegato Ferdinando
Musella, tenente colonnello del Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio
Culturale – sono pezzi archeologici che cerchiamo da diversi anni. Spesso ci
capita di recuperare oggetti rubati molto tempo prima, grazie ai controlli
di tutte le case d’asta e le altre vie dell’illecito. Infatti, abbiamo
scoperto che la testina marmorea stava per essere venduta da Christie’s a
New York. Così – ha proseguito il tenente colonnello – abbiamo bloccato la
vendita e la polizia statunitense ha scoperto che il reperto fosse entrato
negli Stati Uniti illegalmente, con false dichiarazioni doganali”.

“La statua acefala invece – ha affermato Ferdinando Musella – si trovava
nella vetrina di un antiquariato di Barcellona e stava per essere venduta
ma, c’era bisogno di una licenza di esportazione. Tale richiesta è arrivata
sulla scrivania della Brigata del Patrimonio Storico di Madrid, il nostro
corrispondente spagnolo, che ci ha avvisato e, grazie alla nostra banca dati
(contiene 2 milioni di oggetti rubati in Italia e anche i più importanti
trafugati all’Estero), è emerso il furto. Così - ha continuato il tenente
colonnello – ne abbiamo chiesto il sequestro e anche il proseguimento delle
indagini. Ora, infatti, stiamo cercando di capire a ritroso quello che è
accaduto”.

“I due pezzi vengono a coprire una serie di lacune nelle nostre collezioni –
ha affermato Eugenio La Rocca, sovrintendente ai Beni Culturali del Comune
di Roma – Quando le opere si trovano a decoro di piazze e ville, ovviamente,
è più difficile sorvegliarle ma, stiamo lavorando in questo senso e, ad
esempio, presto dovremmo attuare un sistema di sorveglianza del Pincio,
luogo continuamente esposto ad atti vandalici. La testa ritrovata – ha
proseguito Eugenio La Rocca – è quella di un giovane Dioniso, anche se nel
Seicento si è creduto si trattasse di una Baccante, per via dei capelli
lunghi e folti. Il suo corpo è stato individuato in Australia e ne
aspettiamo il ritorno. Per quanto riguarda l’altro pezzo, non se ne conosce
la provenienza ma, è attribuibile agli inizi del II secolo d. C.”.

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