[CPProt.net] Recuperate dai Carabinieri 5 tele rubate

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Wed Apr 13 07:23:23 CEST 2005


 Recuperate dai Carabinieri 5 tele rubate 

  Trento
         A cavallo fra gli anni Settanta ed Ottanta il Trentino era una
delle mete preferite dei ladri d’arte: decine e decine di opere trafugate,
fra quadri, oggetti sacri, statue. Oggi non è più così: i furti nelle chiese
e nei palazzi storici sono calati drasticamente ed anzi il Trentino si
appresta ad accogliere ben cinque dipinti rubati circa 25 anni fa.
L’annuncio è stato dato stamani, al Castello del Buonconsiglio, dalla
vicepresidente della giunta provinciale di Trento ed assessore alla cultura
che ha preso parte all’inaugurazione della mostra curata dall’Associazione
Nazionale Carabinieri ad una settimana dal XVI raduno nazionale che il
nostro capoluogo ospiterà per la prima volta (15-17 aprile 2005).
La rassegna – inaugurata oggi con una breve cerimonia nella Sala Grande alla
presenza di molte autorità civili e militari – rappresenta una delle
iniziative programmate per l’evento (migliaia le presenze attese) e permette
di presentare alla cittadinanza anche aspetti meno conosciuti dell’attività
dell’Arma.
“È proprio grazie ad una collaborazione di antica data – ha spiegato
l’assessore alla cultura – che oggi un altro pezzo della memoria e della
storia trentina torna a casa. Si tratta in particolare di cinque tele che
saranno restituite ai legittimi proprietari (la Parrocchia dei Santi Pietro
e Andrea di Povo ed il Comune di Ala) non appena saranno concluse tutte le
procedure necessarie e sarà stato tolto il sequestro giudiziario”.
Fra i dipinti “trentini” esposti nella rassegna – che oggi è stata
presentata dalla curatrice, Francesca Jurman e dal capitano Corrado Catesi
del Comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri – troviamo anzitutto
il “Sacrificio di Gedeone” (1759), importante quadro di Francesco Fontebasso
rubato con altre opere nella notte tra il 31 dicembre 1978 ed il 1 gennaio
1979 dalla chiesa dei Santi Pietro e Andrea di Povo. Si tratta di un dipinto
ad olio su tela che è stato purtroppo ritagliato dai criminali privandolo di
due scorci paesaggistici laterali, forse per rendere meno riconoscibile e
più smerciabile un’opera d’arte appartenente ad un pittore veneziano di
fama, vissuto tra il 1709 ed il 1769, autore a Trento anche degli affreschi
all’interno della chiesa dell’Annunziata e a Viarago di Pergine di dipinti
su tela.
Con il Fontebasso tornano anche due delle quattordici stazioni della Via
Crucis settecentesche rubate nella stessa chiesa e due piccole pale, copie
settecentesche tratte da opere del pittore veronese Antonio Balestra
(1666-1740) scomparse invece l’11 gennaio 1983 dal Museo civico Luigi Dalla
Laita di Ala.
“Questi beni – ha spiegato l’assessore provinciale alla cultura – erano
stati a suo tempo segnalati all’attenzione delle forze dell’ordine e
pubblicati nei due volumi “Una storia in pericolo” editi dalla Provincia
autonoma di Trento nel 1980 e nel 1991, periodi in cui il proliferare dei
furti aveva suggerito di raccogliere le numerose denunce di furto e la
relativa documentazione in libri che potessero risultare utili anche per gli
investigatori”.
Tra l’altro va detto anche che ancora oggi la Soprintendenza per i beni
storico artistici collabora con i nuclei di Venezia e Roma per tenere
aggiornate le banche dati informatizzate”.
Alle ex Marangonerie del Castello però il visitatore potrà ammirare “pezzi”
ancora più pregiati (il valore assicurativo delle cinque tele trentina si
aggira attorno ai 300 mila euro, ma altre operazioni di recupero di beni
storico artistici trafugati fa lievitare questa cifra fino a 15 milioni di
euro). Tra questi l’affascinante busto di Beatrice attribuito al Canova, una
serie di incisioni di Giandomenico Tiepolo, vasellame antico, suppellettile
sacra (un ostensorio e un calice) e un codice miniato.
Una seconda sezione della mostra – visitabile gratuitamente fino al 16
aprile – propone invece alcuni documenti significativi a ricordo delle
missioni all’estero dei carabinieri, in un periodo che va dal 1855 al 1958.


di Giampaolo Pedrotti


http://www.interforze.it/redazione/aprile;2005/11/tn.php 





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